Tra le varie questioni che agitano il common sense della vastissima comunità di consumatori di panettoni, almeno una è degna di attenzione: il dualismo tra panettone industriale e panettone artigianale. Si tratta di un dualismo fittizio, che deriva in gran parte da un errore di prospettiva. Il panettone artigianale e il panettone industriale, sebbene rappresentino declinazioni dello stesso prodotto, corrispondono ad esigenze ed aspettative estetico-alimentari sensibilmente diverse.Alessandro Ghirardotti, artista per passione, Chef e formatore di professione! Lo pseudonimo @kookchef, cuoco stravagante, rispecchia l'approccio professionale che applico ogni giorno, come chef e come insegnante. Dal 1998 mi dedico alla mia più grande passione: la cucina. Negli ultimi 13 anni, questa passione si è fusa con l'insegnamento; aiutare le persone a crescere, cucinando, è diventata la mia soddisfazione quotidiana.
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giovedì 4 novembre 2010
Natale è panettone....Industriale o artigianale? 1°puntata
Tra le varie questioni che agitano il common sense della vastissima comunità di consumatori di panettoni, almeno una è degna di attenzione: il dualismo tra panettone industriale e panettone artigianale. Si tratta di un dualismo fittizio, che deriva in gran parte da un errore di prospettiva. Il panettone artigianale e il panettone industriale, sebbene rappresentino declinazioni dello stesso prodotto, corrispondono ad esigenze ed aspettative estetico-alimentari sensibilmente diverse.Dall'ambiente virtuale dei loro blog alla realtà dei piatti cucinati al Salone del Gusto 2010. Sono arrivati gli chef-blogger.
La chiamano “food-blog revolution”, ed è un’altra testimonianza di come la rete internet sia capace di innovare dal basso e fornire nuovi spunti alla realtà esistente praticamente in ogni campo: dall’informazione alla comunicazione in generale, passando per territori tradizionalmente riservati ad esperti del settore, come appunto quello dell’enogastronomia. E se a qualcuno può sembrare eccessivo parlare di una vera e propria rivoluzione, quanto meno ci troviamo di fronte ad una consistente evoluzione, che intanto, dopo aver raccolto un buon consenso da parte dell’utenza virtuale della rete, ha superato i confini di internet per portare la sua esperienza anche al Salone del Gusto 2010, grazie all’interessante iniziativa di Pasta Garofalo, che in collaborazione con il portale Lei Web ha promosso il contest “Blogger in scena al Salone del Gusto”.giovedì 28 ottobre 2010
Little chefs grow
martedì 26 ottobre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
News
domenica 24 ottobre 2010
Immagini dal Salone del Gusto 2010
venerdì 16 luglio 2010
kookchef si rifà il look per presentare il Salone del Gusto 2010
sabato 8 maggio 2010
A cena da Scannabue
domenica 21 febbraio 2010
Due settimane piene di gusto 'scontato' per gli under 26
Slow Food e oltre 100 ristoranti in tutta Italia propongono un menu a un prezzo speciale per i giovani.

Sedersi a tavola con Gualtiero Marchesi: un lusso che le tasche dei giovani non possono, normalmente, permettersi. Eccetto che nelle Settimane del gusto, organizzate da Slow Food Italia e dall'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, dal 22 febbraio al 7 marzo: oltre 100 ristoranti in tutta Italia, tra cui quelli di chef stellati, offrono agli under 26 un menu a prezzo speciale.
«La proposta dei ristoranti sarà cucita su misura per i giovani - commenta Marco Bolasco, direttore di Slow Food Editore - nell'ottica di un primo incontro con queste realtà troppo spesso vissute dalle nuove generazioni come luoghi difficili da avvicinare e sperimentare. La risposta è stata entusiasta da parte dei locali. Alcuni di questi hanno pensato iniziative ad hoc, come quella del ristorante Amerigo di Savigno (Bo) il cui chef ha proposto di portare i ragazzi a fare la spesa nel territorio o Gualtiero Marchesi (Albereta – Erbusco, Bs) che ha lanciato l'idea di essere presente a tavola con i giovani».
venerdì 12 febbraio 2010
Ristorante Centro
Ristorante Centro - Cercenasco (TO)
Nel pieno centro del paese, ecco questo fantastico ristorante, in tipico stile trattoria. Ad accogliervi, oltre le due simpatiche titolari, troverete un banco bar in perfetto stile Pub, un desk presso il quale effettuare o verificare le prenotazioni ed una sala molto informale. Ma se non siete clienti abituali, verrete fatti accomodare nella sala più "ristorantesca" che viene ben custodita e governata dal personale.
Ed ecco che ad accogliervi sarà il personale di sala in perfetto stile "piemönteis". Il menu propone i grandi classici della cucina piemnontese, affiancati da ottimi piatti di pesce.
Ovviamente, privilegia i grandi vini regionali, affiancandoli ad alcune proposte nazionali (soprattutto per gli abbinamenti con il pesce). Molto validi anche i vini sfusi in caraffa.
Antipasto:
La proposta della casa è un ricco carrello di formaggi, ben rifornito e di ottima qualità.
Tra i piatti proposti in menu, l'anguilla marinata, merita una particolare menzione: fresca, giusto equilibrio tra marinatura e frittura, e soprattutto in porzione abbondante.
Fritto Misto alla Piemontese:
La "vera" specialità del locale..! Propone numerosi pezzi salati, tra i quali spiccano per qualità la salsiccia, le verdure, le rane e le lumache. E quando lo stomaco sembra già sazio, ecco arrivare il fritto dolce: altrettanti pezzi, uno più buono dell'altro, con particolare riferimento di bontà per il pavesino, il bacio di dama, la pesca al cioccolato e il semolino.
Conclusioni:
Note positive:
Ottime portate, ottimo rapporto qualità prezzo, cortesia e puntualità nel servizio, buone materie prime e accoglienza.
Note negative:
Porzioni abbondanti: "qui l'indecisione se inserirlo in questa o quell'altra categoria, ma altrimenti le note negative non avrebbero avuto funzione d'esistere".
mercoledì 10 febbraio 2010
Tenuta la Cascinetta
Carta dell'acqua:
Insignificante..! Le acque presentate nella carta sono acque reperibili ovunque e a costi decisamente inferiori. Altrettanto insignificante la scelta della nazionalità: tutte acque francesi, buone, ma alla pari di alcune acque italiane.
Eccessiva, vengono proposti vini che non possono essere abbinati a nessuna delle portate
Apetizer:
L'apetizer della serata era una cruditè di branzino con insalatine, germogli e ristretto di aceto balsamico: veramente azzeccato come abbinamento, ottima la presentazione in stile nipponico e altrettanto ottimi il sapore e l'armonia della preparazione.
Sushi:
Ottime materie prime, buona la presentazione, scarsa la qualità del riso. Ottimi invece gli "accessori": zenzero e wasabi, freschi e non esageratamente saporiti.
Antipasti:
1_Prosciutto Patanegra "Joselito" stagionato 36 mesi e Gnocco Fritto: Ottimo prodotto che rende unico questo piatto, peccato per lo Gnocco Fritto...troppo salato e fritto in olio semi-esausto.
2_Polpo alla brace su vellutata di ceci profumata al rosmarino: ottimo connubio di ingredienti e sapori.
Primo:
Agnolotti ripieni di pere e pinoli con fonduta di Taleggio: Ottima la fonduta...ma il resto..! Troppo nauseante il ripieno degli agnolotti, il quale si disfava completamente. Infine la guarnizione, una fetta di pera Martin Sec disidratata, bella a vedersi ma immangiabile a causa dell'enorme quantità di sale.
Secondo:
Filetto di fassone Piemontese di Bobbio Pellice alla Griglia: Cottura inappropriata alla richiesta del cliente; contorno di taccole saltate: peccato per la scelta del prodotto, assolutamente non di stagione.
Caffè e friandises:
Caffé di media qualtà, friandises immangiabili.
Conclusioni:
Note Positive: bella location, accoglienza, regia e governo. Sushi Corner davvero notevole. Grandi materie prime.
Note Negative: Una cucina che può e deve ancora migliorarsi, ripulirsi a tratti da inutili orpelli, lasciar parlare da assolute protagoniste le pregiate materie prime così ben selezionate, il tutto con garbo e tono mantenendo sintonia con un approccio minimalista, evolvendo ed attualizzandosi al contesto.
Il ritorno di kookchef
Per festeggiare il ritorno, ecco creata una nuova categoria di post: CriticKook
Cosa sarà mai? Le critiche, ovviamente anche positive, che cookchef farà ai locali che incontrerà sul suo cammino.
lunedì 22 giugno 2009
Pomodoro di Pachino & Pomodoro di Pechino
Il Pomodoro
di Pachino
diventa
Pomodoro
di Pechino
In questi giorni, complice la grande ondata di caldo che si è riversata sulla nostra penisola, alternata ai grandi piovaschi e grandinate che interessano, da ormai quattro giorni, i caldi pomeriggi e le tiepide sere del Centro-Nord Italia, se ne sentono di tutti i colori.
Corresponsabili appunto i suddetti fattori climatici, accompagnati dall'ansia per gli esami di qualifica, che vedono gli allievi del centro di formazione professionale in cui lavoro, futuri Commis (futuri, forse, cuochi e chef), ed ecco che si fomentano le "papere da esame".
Una tra le tante, che inizialmente mi ha fatto alquanto ridere, ma poi, con la rielaborazione (aiutata dal mio collega Davide), mi ha dato alquanto da riflettere è appunto quella citata nel titolo del Post:
La dicitura Pomodoro di Pechino è saltata fuori in un compito al posto di quella corretta "Pomodoro di Pachino".
In questo caso, ovviamente, l'errore non è stato "voluto" (si è trattato, spero, di un semplice errore di vocale).
Però c'è da chiedersi, se, in un futuro prossimo, quella del pomodoro di Pechino non sarà invece la dicitura che dovremo utilizzare!!!
Tornato a casa ho deciso di documentarmi e, in effetti, questo problema è già stato affrontato lo scorso anno, quando, la Coldiretti della regione Sicilia, lamentava gravi interferenze nel mercato di vendita del loro fantastico Pomodoro di Pachino IGP, provocate dall'importazione di pomodori, soprattutto nella varietà grappolo, di origini asiatiche.
Quest'indagine ha altresì evidenziato un tasso di "non raccolta" pari al 50%, non solo a livello della produzione siciliana, ma a livello nazionale.
Detto questo, ripropongo al lettore interessato un'estratto del sito http://www.igppachino.it/index.php, tramite il quale il Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP cerca di avvicinare il consumatore al corretto consumo del prodotto principe della zona sud-orientale della Sicilia.
Le quattro tipologie di Pomodoro di Pachino
Il disciplinare del Pomodoro di Pachino IGP classifica e tutela ben quattro tipologie diverse di pomodoro, tutte con peculiarità diverse, e destinate a diversi segmenti di mercato. Sono tutte tipologie accomunate da un elevato grado brix, da una straordinaria resistenza post raccolta e da un colore brillante e attraente. Impariamo a conoscerli meglio, per sfruttarne le molteplici potenzialità d’impiego nella gastronomia di alta qualità.
Pomodoro di Pachino “a grappolo”
Pomodoro di Pachino “costoluto”
Pomodoro di Pachino “ciliegino”
Storia delle Orecchiette
Le origini delle orecchiette non sono da ricercarsi in Puglia, ma molto probabilmente nella zona provenzale francese, dove fin dal lontano Medioevo si produceva una pasta simile utilizzando il grano duro del sud della Francia. Si trattava di una pasta molto spessa e a forma di dischi, incavata al centro mediante la pressione del dito pollice: questa forma particolare ne facilitava l'essiccazione, e quindi la conservazione per fronteggiare i periodi di carestia. Sembra anche che ne venissero imbarcate grandi quantità sulle navi che si accingevano ad affrontare lunghi viaggi.In seguito, sarebbero state diffuse in tutta la Basilicata e la Puglia con il loro nome attuale dagli Angioini, dinastia che nel Duecento dominava le terre delle regioni. Insigni studiosi di enogastronomia pugliese - ricordiamo qui solo il più
autorevole, il professor Luigi Sada - hanno dimostrato che le orecchiette avrebbero avuto origine nel territorio di Sannicandro di Bari, durante la dominazione normanno-sveva, tra il XII e il XIII secolo. Secondo il professor Sada, un'interessante caratteristica delle orecchiette, legata al particolare atteggiamento di protezione nei confronti della comunità israelitica locale da parte dei normanno-svevi, è la loro probabile derivazione da alcune ricette della tradizione ebraica, come le orecchie di Haman - l'antagonista del libro di Esther - che ritroviamo, ad esempio, in alcuni dolci sefarditi oppure nelle croisettes, un tipo di pasta preparato nelle vallate occitane del Piemonte, lontana parente delle orecchiette di Sannicandro anche nella probabile influenza mediorientale.mercoledì 17 giugno 2009
Il Piemonte del Gusto
Ecco il sito della Regione Piemonte - Assessorato all'agricoltura, tutela della fauna e della flora - nel quale vengono raccolte numerose informazioni sulla maggior parte dei prodotti enogastronomici tipici piemontesi.
Ottima veste grafica e ottimi contenuti!!
Le sezioni trattate:
Nobile, brillante, caratteristico, armonico, spumante... più invecchia e più è buono... e chi lo beve?
Geo-Prodotti di Qualità
Per la consultazione delle zone di produzione dei prodotti di qualità piemontesi.
Formaggi
Stagionati, freschi, teneri, pressati, gustosi da assaporare e da mangiare: dal latte profumi e sapori di erbe e di montagna.
Cereali
Frumento, orzo, segale, avena, mais, sorgo e riso... i cereali come abitudini alimentari e tradizioni culturali.
Ortofrutta
Verdure pregiate, ortaggi tipici, frutta di qualità... ricette per tutte le stagioni nella tradizione dell'ingegno contadino.
Carni
Fresche, trasformate, sane, genuine... il mondo delle carni piemontesi per una alimentazione sana e corretta.
PAT
Cereali, salumi, ortaggi, dolci... agricoltura biologica, sistemi di coltivazione integrata, prodotti delle microfiliere aziendali.
Ricette
Bagna caoda e Barbera, bollito misto e Dolcetto d'Alba, torta di nocciole e Spumante... tutti i profumi e i sapori della cucina piemontese.
DOP & IGP





